La storia del Viale dei Colli di Firenze

Da quando sono piccola, passare dal viale dei colli e raggiungere il Piazzale Michelangelo è come entrare in un luogo dell’anima. Mia madre, AnnaMaria Ardinghi Poggi, ogni volta che passavamo dai viali mi diceva di guardare la lapide in marmo con la scritta:“Giuseppe Poggi Architetto fiorentino volgetevi intorno ecco il suo monumento”. Mi ripeteva ogni volta che la nonna, sua madre Caterina Poggi, era la bisnipote del signore scritto su quella lapide in marmo e per farmi sorridere mi raccontava la barzelletta del contadino venuto in visita a Firenze che leggendo la lapide si voltò verso il David di Michelangelo esclamando: “Toh, guarda bellino il Poggi nudo..”. Io ridevo a crepapelle.

Mi raccontava anche che l’architetto Giuseppe Poggi, all’epoca del suo incarico per l’Assetto Urbanistico di Firenze, che doveva diventare Capitale del Regno d’Italia nel 1864, aveva progettato i viali sognando i Boulevard parigini. Realizzarli pero’ non era cosa facile e la prima cosa da fare era espropriare i terreni che confinavano con le abitazioni per consentire l’inizio dei lavori. Giuseppe Poggi si immaginava tante carrozze con tante signorine agghindate accompagnate da eleganti cavalieri, che avrebbero potuto raggiungere facilmente il Piazzale Michelangelo e ammirare la vista splendida della città.Firenze Capitale del Regno d’Italia non poteva secondo la sua visione rimanere stretta tra le mura, doveva allargare i suoi orizzonti ed esplodere in tutta la sua bellezza.

 

Casa per casa l’architetto andava a illustrare il suo progetto ambizioso cercando di contrattare con i proprietari l’acquisto di quei terreni. Tra questi, proprio all’angolo di via dell’Erta Canina, viveva all’epoca il noto Pittore Antonio Ciseri, svizzero del Canton Ticino, con un carattere decisamente burbero e scontroso, le cui opere meravigliose si trovano oggi a Palazzo Pitti, nella Galleria d’Arte Moderna.

Il Ciseri più volte scacciò via l’architetto Poggi con parole poco gentili: “Il terreno è mio non lo avrete mai nemmeno per tutto l’oro del mondo” e Giuseppe Poggi non sapeva più cosa fare dato che mancava solo quel pezzo di campo per iniziare i lavori. Non sembrava esserci via d’uscita, far ragionare il pittore era un’ impresa impossibile e i tempi stringevano.

Fu a quel punto che la sorte venne in suo aiuto. In quel periodo Giuseppe Poggi si faceva spesso accompagnare dal nipote prediletto Giovanni Poggi, figlio del fratello il Senatore Enrico Poggi che nel 1859 era stato tra gli uomini illustri che avevano proclamato l’unità d’Italia. Il giovane Giovanni Poggi era il nonno di mia madre. Fu la sua fortuna e la svolta di questa storia. Giovanni, era un ragazzo educato di bell’aspetto, molto onorato di poter accompagnare lo zio in queste sue importanti missioni.

 

Fu, come si dice, amore a prima vista o almeno così raccontava mia madre. Giovanni Poggi e Luisa Ciseri non si separarono più e difronte a questo amore anche lo scorbutico padre di lei, il pittore Antonio Ciseri dovette arrendersi e cedere i suoi terreni all’architetto Poggi.

Un vecchio articolo di giornale raccontava questa storia, s’intitolava: “Laddove finisce l’Erta Canina vinse l’amore”.

I due giovani si sposarono e nacquero quattro figli tra cui l’unica femmina, mia nonna Caterina una nonna davvero fantastica e fu così che il Piazzale Michelangelo e il viale dei Colli sono diventati il mio luogo sicuro, un posto che sento un po’ mio, dove mi piace ripensare a quei giovinetti, i miei bisnonni, grazie al cui amore sono nati quei viali da cui e’ possibile ammirare la nostra eterna e struggente bellezza.

Giuseppe Poggi Architetto Fiorentino 1811- 1901

VOLGETEVI INTORNO ECCO IL SUO MONUMENTO

 

Serena Giachetti e Carolina Pezzini

(nipote e bisnipote di Caterina Poggi)

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