Il Diario Popolare 

Archivio della memoria collettiva

Il diario popolare è un archivio di memorie collettive costruito da cittadini che attraverso la condivisione di interviste, ricordi e documenti creano un museo dell’immateriale. 

Il Diario Popolare te lo spiega Gaia Nanni!

I vostri video, tra storie e ricordi

Moreno e il mare dei Fiorentini: l’Arno.

Leonardo e le piazze. 

Mauro e il brodo di trippa co’ i’ riso!

Gennaro andava al cinema in Via Romana 

Scritti da voi sul diario

Credere alla Befana

di Lara Fantoni  “Vannina vai a nanna: se la Befana quando passa ti trova alzata, non ti lascia niente”. Il babbo è già a letto: la vigilia dell’Epifania del 1945 è stata una giornata fredda e lui, guardiacaccia alla fattoria di Poggio Bartoli a Vicchio, è stanco...

Inverno 2010: Firenze e il silenzio della neve

di Francesca Galluzzi Il 17 dicembre 2010 ero in ufficio in via Manzoni. Cadevano i primi fiocchi e tutti iniziarono a comportarsi come bambini eccitati, quella tipica eccitazione di chi vive in un posto dove la neve è merce rara. Dopo averla ammirata dalle finestre,...

Benvenuti in casa Leoni

Non esiste toscano che non abbia visto almeno una volta Benvenuti in casa Gori di Alessandro Benvenuti. E il fatto che molti di noi lo abbiano rivisto mille volte e postino la foto della famiglia Gori riunita il giorno di Natale accade perché tanti fiorentini si...

Al Natale non puoi sfuggire

Di Mirco Dinamo Rufilli Il Natale è uno dei momenti importanti della nostra tradizione e anche se non vuoi festeggiarlo è praticamente impossibile. E' impossibile non farsi travolgere dalle luci, dal rosso di qualsiasi oggetto in giro, è impossibile non accorgersi che...

Il rito del ceppo

La tradizione fiorentina del ceppo natalizio

VIA DELLE CASINE o “PER ELIDE”

Di Alessandro Prosperi Sono fortunato, non posso negarlo: sono una di quelle persone che va a lavorare felice. Amo stare in mezzo alla gente e ho una passione smisurate per la mia città. Cosa posso chiedere di più se non fare il postino a Firenze? Consegnare una...

L’ultimo “Caronte” della Nave (a Rovezzano)

  Di Anastasia Ciullini Tutte le volte che mi veniva chiesto dove vivessi, vedevo sempre gli occhi del mio interlocutore spalancarsi in un moto di perplessità, e con tono innocente mi si chiedeva sempre “e dove sarebbe?”  Non tutti conoscono la Nave a Rovezzano,...

La mia Alluvione – L’arte di superare i tempi duri

Perché ai nostri figli di quell'episodio possiamo non solo lasciare il ricordo del nostro dolore ma anche la consolazione di come il mondo civile ci amò e ci aiutò. Era bella Firenze nel 1966. La più bella città del mondo. Intendiamoci: anche ora è bella, ma il...

Il mio quartiere delle Cure

di Giovanna Lori Sono nata nella prima metà del secolo scorso e quindi di storie, ricordi, aneddoti ascoltati nel periodo della mia infanzia ne avrei tanti da raccontare, vari e svariati, ma dovendomi concentrare su un luogo specifico di Firenze ho scelto Piazza delle...

Firenze che mangia e beve

“Non è il mangiare, è il rimangiare. Non è il bere, è il ribere”. Di Lara Fantoni Sono modi di dire da cui traspare una caratteristica riconosciuta ai fiorentini quanto ai piaceri del palato: Firenze a tavola è una città parca, frugale, che aborre gli sprechi e...

“La memoria è il diario che ognuno porta sempre con sé”

Perchè

L’idea di un diario nel quale raccontarsi ci è venuta in una sera d’estate, in cui i racconti di vite, di luoghi e di esperienze, si sommavano a molte risate, qualche nostalgia e una buona dose di volontà di non perdere ciò che ciascuno di noi aveva raccolto, e stava gelosamente conservando nella propria memoria. Ma molte altre memorie oltre alla nostra avevano l’esigenza di essere conservate, memorie che non riguardano grandi fatti storici, o cambiamenti epocali, ma che in realtà racchiudono, proprio nella propria intima bellezza, ciò che tutti noi siamo, ciò che una comunità è stata, è e le potenzialità che ha di poter comprendere, grazie a quelle memorie quotidiane, ciò che sarà.

Da questa consapevolezza nasce questo progetto, perché le memorie di chi ci circonda non spariscano, perché i racconti di una città, di una comunità possano essere condivisi, come meritano, perché lo straordinario e variegato patrimonio immateriale che si tramanda spesso oralmente, fino a perdersi, ad un certo punto per sempre, possa trovare in questo luogo la sua piazza, una piazza aperta, condivisa, sorridente, piena di voglia di ascoltare e raccontare, perché nulla vada perso.

 

Per patrimonio immateriale si intende tutto ciò che riguarda la storia sociale, antropologica e artistica di una comunità, tale patrimonio riguarda ogni aspetto della vita sociale: cibo, musica, arte, sport, racconti tramandati oralmente. L’idea, assolutamente necessaria per le comunità, sia per quelle non ancora totalmente inghiottite dal consumismo e dalla globalizzazione, sia per quelle che invece combattono con una crisi identitaria, che sempre più spesso sfocia in fenomeni di razzismo e chiusura, è quella che sia imprescindibile riconoscersi in un’identità e in una storia comunitaria, proprio per essere poi in grado, tramite il riconoscimento di noi stessi, di riconoscere gli altri, le differenze, di accettarle e comprenderle in maniera profonda e costruttiva, riconoscendo anche le radici comuni, fatte spesso di usi e costumi quotidiani, sonorità, ricordi.

La nascita del Diario Popolare si pone la finalità di raccogliere le testimonianze di piccole e grandi storie, ricordi, aneddoti, per non perdere pezzi importanti della storia popolare della città e della Regione.

 

Il coinvolgimento delle associazioni, delle scuole e di tutti i cittadini che vorranno condividere con noi la loro storia sarà fondamentale, in modo da non tralasciare nessuno dei potenziali interlocutori capaci di raccontare storie non solo del passato, ma anche del presente della città.

Un progetto di questo genere ha le sue ragioni intrinseche solo se la riscoperta e la capacità di trasmettere ciò che fino ad oggi è stato perso con la memoria o la scomparsa del suo proprietario, avviene su una scala molto ampia. Partendo da realtà piccolissime permette una relazione di vicinanza fisica con persone e cittadini, che saranno così portati a condividere la loro memoria, sentendosi ascoltati e partecipi, nel tentativo di trasformare quel ricordo in un archivio di esperienza collettiva, non statico ma utile per il territorio e per i territori, non per trincerarsi nel passato, ma perché quelle esperienze possano essere base per la costruzione di un futuro.

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